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Mirko_Capitolino ZooTV Fan


Età : 18 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 1460 Localizzazione : Tor Bella Monaca (RM)
 | Oggetto: Passione... Gio Apr 03, 2008 10:37 pm | |
| sicuramente non vi interessera' questa lettera...ma a me vi giuro che ha fatto venire i brividi,ho la pelle d'oca...vi consiglio di leggerla...l'ho postata qui perchè l'ha scritta un mio amico tifoso come me e assiduo frequentatore dello stadio... "Stiamo morendo, stiamo tutti morendo. Con noi porteremo nella fossa passioni, amori, bollenti spiriti, e sentimenti che oramai già sono destinati ad annegare in un profondo ed oscuro oblio.
Gli stadi sono sempre più vuoti, le curve sempre più grigie, spoglie, prive di colore. Le curve, ultimo barlume (anche se qui ci sarebbe da fare un altro discorso e distinguere tra business e passione) di quel movimento chiamato semplicemente tifo, nè ultrà di sinistra, nè ultras fascisti, solo tifosi. ma questa è un' analisi che andrebbe studiata a 360° che riguarda il calcio, la politica e la vita sociale intera. Con gli stadi i cortei, i centri sociali, le assemblee studentesche, i movimenti, i collettivi, tutto sta svanendo. eccezion fatta per quelle due tre partite l' anno, per quell' assemblea...etc...che non sono altro che la raffigurazione dell' ultimo canto di un cigno che lento annaspa nelle acque inquinate, tra le piume impregnate di pece ed oro nero.
L' ultrà è cattivo, violento, gira con la lama in tasca, è fascista razzista, cravattaro e assassino, verissimo per carità, come è vero che i napoletani siano ladri e camorristi, i migranti stupratori e spacciatori, e i manifestanti brigatisti e potenziali terroristi. Evviva la strategia del qualunquismo, dei luoghi comuni, dei discorsi da bar tra una briscola e un tressette. Continuiamo a ritrarre ogni bollente spirito, ogni voce fuori dal coro, qualunque radicalismo, qualunque tentativo di eversione ed evasione come il nemico numero uno, un' idea violenta da sradicare prima che le sue radici contaminino il resto del buon terreno fertile di una campagna contaminata da organismi geneticamente modificati che, ai più, appaiono puri e paladini di una fantomatica giustizia. Muoriamo lentamente, ogni giorno che passa, tra le chat di Messenger, muoriamo mentre pensiamo la scuola come gabbia e non come opportunità e culla del sapere, ci suicidiamo nelle banali feste di 18 anni tutti alabardati, in giacca e cravatta fingendoci rispettivamente tronisti di uomini e donne i masculi, e troiette le ragazze, muoriamo quando non ci informiamo, quando non leggiamo e ci fidiamo delle voci, muoriamo quando non contestiamo, quando abbiamo paura di alzarci e di porre una domanda al frustrato professore che chiede "qualche dubbio ragazzi??", muoriamo nei centri commerciali figli di un business troppo grande, muoriamo mangiando un panino da Mc donald, mentre il forno sotto casa, padre della tradizione, è costretto a fallire. E continuiamo a morire dicendo non voto perchè fanno tutti schifo, senza neanche aver avuto il senno di leggere un programma elettorale, muoriamo nei Myspaces padri di una gioventù virtuale che non vive che non viaggia, che prenota le sue vacanze full optianal, all comforts nelle agenzie turistiche, muoriamo trascorrendo i pomeriggi negli outlet, nelle ikee, nei Mediaworld uccidendo così anche le nostre città...
La fine dei radicalismi, di pensieri estremi, avventati, sbagliati ed eccitanti, la nascita di una nuova Italia, si, un' italia che verrà spartita tra tre partiti di centro, che ha visto tramontare ogni idea utopica. Una società che è ostile al sognatore, al ribelle e al romantico, una società senze eroi.
Muoriamo quando vedo nei derby 55000 spettatori, perchè è la passione che inesorabilmente sta venendo a meno, davanti ai saldi, ai 3x2 , alle vacanze estive prenotate a Natale.
Tali pensieri sono emersi tra i miei machiavellici dubbi ventenni in un ultimo derby, triste, senz' anima, come un trafiletto di cronaca locale a pagina 33 del messaggero, noi, che eravamo da prima pagina a titoli cubitali, noi non solo tifosi, ma reietti, sognatori e romantici tutti.
Non sono riuscito a sentire quell’ emozione, quel peso sullo stomaco che non ti faceva digerire neanche il pranzo, non ho captato l’ attesa negli occhi dei passanti, dei tifosi o dell’ edicolante sotto casa, non ho sentito quella tensione che provi prima di un colloquio, di un’ esame, di un appuntamento con una ragazza, quella impareggiabile sensazione mista di paura, attesa, tremore, desiderio sognante e follia. Perchè è l’ attesa che aumenta il desiderio, non il suo appagamento, che, piuttosto, lascia insoddisfatti. Quanto vale un derby vinto?? Sicuramente molto meno dei nostri sogni, del gol di Totti che la sera prima abbiamo immaginato, infinitamente meno del viaggio in macchina con gli amici verso la stadio, immensamente meno di quella paura, di quel silenzio nell’ anima e di quell’ isolamento che viviamo in quei minuti che intercorrono tra quando il quarto uomo espone la lavagnetta luminosa fino al fischio finale dell'arbitro mentre la tua squadra vince uno a zero. Eravamo lo stesso lì, come per abitudine, dovevamo esserci. Ma eravamo lì senza saperlo, o meglio sapevamo che non eravamo noi.
Ma ricominciamo a viverla questa passione, negli stadi, nei muretti, tra le comitive, nelle strade e nelle scuole, fottiamo chi ci va contro, chi ci dice cosa, come e quando. Scavalchiamo i cancelli e distruggiamo i tornelli, urliamo e cantiamo, scendiamo nelle piazze, confrontiamoci, alziamo le mani, ma uccidiamo questo torpore che ci sta annientando. Riprendiamoci le strade, le spiagge, le curve e le scuole, muoviamoci in autostop, dormiamo in spiaggia sputando in faccia ai campeggi a pagamento, usciamo dai centri commerciali, patria dell’ isolamento e del business cieco e brutale, facciamo l’ amore tra i prati, vaghiamo la notte nei nostri quartieri, prendiamo i treni senza biglietto, senza aver paura né di un futuro, né di una meta che non c’è, né di noi stessi. Rubiamoci le nostre vite, si, rubiamole, perché non sono più nostre, ma si sone perdute in qualche anfratto, tra un chat di Messenger, il secondo piano dell’ Ikea o sul trono di uomini e donne. In ogni caso nessun rimorso D.
Roma-manchester 80’ min fino all’ 85’, 300 secondi di un amore irrazionale sfrenato, 300 secondi una passione caduca, guerriera ed ostile alla società della vil moneta.
Magari saranno discorsi un po’ sparsi, frutto di un’ ora di paure, pensieri e speranze, ma spero che sia possibile trarne un significato
D. anni 20 curva sud Roma". _________________ I'M NOT FRIGHTENED OF DYING, ANYTIME WILL DO, I DON'T MIND
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|  | | Acrobat89 Achtung Fan


Età : 19 Registrato il : 17/10/07 Messaggi : 864 Localizzazione : Foligno (PG)... lu centru de lu munnu!
 | Oggetto: Re: Passione... Gio Apr 03, 2008 11:17 pm | |
| una denuncia davvero lucida e, com è giusto che sia, impietosa del crollo dei valori della nostra società, il cui standard di qualità, di moralità e di correttezza è purtroppo inversamente proporzionale all'aumento del benessere, dei consumi, delle comodità e di tutto ciò che nasce come un bene, ma ci porta a vivere la vita senza la consapevolezza di cosa sia veramente giusto e importante, anche per migliorare un mondo che, termine davvero azzeccato, muore, si sta spegnendo giorno dopo giorno, perso in un gioco di specchi frutto di modelli e condizionamenti forzati, imposti subdolamente da un sistema corrotto, arrivista e qualunquista, che da questo punto di vista, di certo non si può definire a misura d'uomo... anche a me questa lettera ha fatto effetto e mi ha soprattutto fatto riflettere molto... in fondo, siamo noi giovani la speranza del mondo per il futuro: troveremo mai i mezzi, la forza e il coraggio per provocare un'inversione di tendenza? io lo spero... _________________ www.myspace.com/rocklikeband: lo space della mia band, i RockLike!!!
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|  | | Mirko_Capitolino ZooTV Fan


Età : 18 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 1460 Localizzazione : Tor Bella Monaca (RM)
 | Oggetto: Re: Passione... Ven Apr 04, 2008 7:41 pm | |
| | Acrobat89 ha scritto: | una denuncia davvero lucida e, com è giusto che sia, impietosa del crollo dei valori della nostra società, il cui standard di qualità, di moralità e di correttezza è purtroppo inversamente proporzionale all'aumento del benessere, dei consumi, delle comodità e di tutto ciò che nasce come un bene, ma ci porta a vivere la vita senza la consapevolezza di cosa sia veramente giusto e importante, anche per migliorare un mondo che, termine davvero azzeccato, muore, si sta spegnendo giorno dopo giorno, perso in un gioco di specchi frutto di modelli e condizionamenti forzati, imposti subdolamente da un sistema corrotto, arrivista e qualunquista, che da questo punto di vista, di certo non si può definire a misura d'uomo... anche a me questa lettera ha fatto effetto e mi ha soprattutto fatto riflettere molto... in fondo, siamo noi giovani la speranza del mondo per il futuro: troveremo mai i mezzi, la forza e il coraggio per provocare un'inversione di tendenza? io lo spero... |
sono troppo daccordo....e sono contento che ci sia qualcuno che la pensa come me. _________________ I'M NOT FRIGHTENED OF DYING, ANYTIME WILL DO, I DON'T MIND
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