Età : 19 Registrato il : 09/12/07 Messaggi : 487 Localizzazione : live from a place high a desert plain
Oggetto: War Sab Apr 05, 2008 2:31 am
21novembre 1921. Stai ancora dormendo, forse sogni, oppure inconsciamente pensi a come la tua vita possa migliorare, a cosa poter fare per combattere la fame, a cosa fare per mandare a scuola i tuoi bimbi, a cosa fare per non dover vivere come un poveraccio che si danna l’ anima quotidianamente per riuscire a portare a casa poche briciole. Quella notte in molti non si svegliarono più. Il cielo è sereno. Una di quelle rare giornate nelle quali credi che le nubi siano lontane. Una di quelle domeniche da passare allo stadio, magari al termine di una settimana piuttosto faticosa. Stadio pieno ci sono davvero tutti, persino lo strillone che ogni mattina passa puntuale col suo giornale, il cui titolo, giorno dopo giorno, riecheggia sempre meno rassicurante, e che oggi è impegnato ad incitare la sua squadra, come in un altro mondo, dimenticandosi per quell’ ora e mezza scarsa della paura che angoscia il popolo di Dublino. Ad un certo punto il boato: ma non aveva segnato nessuno. Piuttosto urla di terrore, di sgomento, di panico. 12 persone persero la vita quel giorno. Quel lontano giorno venne chiamato “Bloody Sunday”. 51 anni dopo tutto questo si ripete. In un piccolo centro, Derry, paracadutisti dell’ esercito britannico aprirono il fuoco sulla folla che protestava per vedere affermare i propri diritti. 14 persone non tornarono più a casa, i cadaveri posti ai bordi dei marciapiedi. A volte ci si chiede del perchè di tutto questo. Nessuno sa dare una risposta, perché tutto questo non ha un perché. Uccidere non ha un perchè.
La mia recensione: “Questa non è una rebel song…”. Queste le parole ripetute tante volte da Bono durante le esibizioni live degli U2, soprattutto in occasione della canzone simbolo, l’ ideale della non violenza insito in Sunday Bloody Sunday. Infatti non è attraverso atteggiamenti“rebel”che si potrà mai uscire da una situazione politico-sociale che sta distruggendo il tuo paese. Ci vuole piuttosto coesione, tutti insieme lottare per ricordarci che siamo tutti fratelli, indipendentemente dal colore della bandiera per la quale si tiene. La linea che imprime "War", il terzo lavoro degli u2, è appunto questa: ci invoglia ad avere una reazione concreta in quelle che sono le circostanze favorevoli della vita, e naturalmente vale adesso come è valso ai tempi della sua pubblicazione, tempi nei quali la situazione che si era venuta a creare in Irlanda era sfociata in violenza, dove tutti dovevano dare una pronta risposta nell’ immediato. E’ un album molto significativo e importante per la band, che segnerà l’ inizio di un loro impegno nel sociale.
"War"si apre con la sua canzone più importante, “Sunday Bloody Sunday” (Domenica Maledetta Domenica), nella quale notiamo sin dalle prime battute il tono di contestazione, le forti percussioni iniziali ispirano un atmosfera militaresca, che ben si addice all’ argomento in questione.“Cause tonight we can be as one”(Perchè stasera noi possiamo essere una cosa sola) canta Bono, simboleggiando la sua ricetta per la libertà, The Edge interrompe per pochi secondi spaziando con un suo assolo, per poi ripetersi alla fine, quando ripete in coro quel“Sunday Bloody Sunday”che chiude in modo epico questo prima traccia.
In “Seconds” (Secondi) notiamo invece le perplessità in merito al futuro del mondo, perché le alte preoccupazioni per la situazione irlandese fanno temere si possa passare ad un qualcosa di molto più inquietante e catastrofico come l’ ipotesi di una possibile guerra nucleare. Notevole è l’ apporto del bassista Adam Clayton che dimostra di saper trascinare e stupire.
“New Year's Day” (Capodanno) venne ispirata storica dagli accadimenti politici svoltisi in Polonia negli anni 80, quando il primo ministro sciolse il sindacato Solidarnosc e proclamò la legge marziale nel Dicembre del 1981.“All is quiet on New Year’s Day”(Tutto è tranquillo a Capodanno) viene quindi detto in modo tanto ironico quanto amaro. Sul piano melodico, grande segno lasciato da The Edge, che oltre a suonare l’ incipit al piano, successivamente interpreta maestosamente l’ assolo, dando potenza e precisione alla sua serie di riff in ripetizione. Efficace ai fini del prodotto finale anche l’ intesa (già collaudata) con Adam Clayton, con il quale esibisce un piano melodico innovativo e mai ripetitivo. Sicuramente una delle canzoni più amate dai fans.
Caratterizzata dal potente suono della grancassa di Larry Mullen, si passa a “Like a Song” (Come Una Canzone), brano che sottolinea il contrasto della violenza ad altri livelli, come gli scontri per una religione, una ideologia, un credo diverso. La traccia ha una notevole caratteristica punk, forse per sottolineare ancor più i sentimenti di rabbia e rifiuto nei confronti di tutte le violenze possibili.
“Drowning Man” (L'Uomo Che Sta Annegando) è da definirsi un vero capolavoro. E’ una canzone romantica che incita a non arrendersi mai contando sull’amore del nostro prossimo. La principale fonte di ispirazione per questo brano è rappresentato da un versetto della Bibbia che recita“ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi”. Spezza un po’ il ritmo forte delle precedenti tracce.
La guerra di conseguenza porta dolore miseria e popolazioni di profughi in fuga. In particolare in “The Refugee” (La Profuga) si parla della storia di una bambina profuga, il cui padre è partito per combattere la guerra, mentre lei è invece rimasta con la madre, sognando di scappare altrove a cercare fortuna, magari in America.
“Two Hearts Beats As One” (Due Cuori Battono Come Uno) è dominata sul piano strumentale da un superbo Adam Clayton, che detta i ritmi di questo brano pieno di energia, una dichiarazione d’ amore di Bono alla moglie Ali (la scrisse egli stesso durante il loro viaggio di nozze).
“Red Light” (Luce Rossa) descrive la storia di un giovane ragazzo che, innamoratosi di una prostituta, cerca di convincerla a cambiare strada, dicendogli“I give you my love”(Ti dò il mio amore). L’ aggiunta di voci femminili delle coriste delle Coconuts rendono più coinvolgente l’ atmosfera.
In “Surrender” (Arrenditi) viene raccontata la storia di Sadie, che si è ridotto a vivere da barbone, non essendo capace di integrarsi con la società. Il brano, pervaso da una atmosfera in un certo senso psichedelica ricreata da The Edge si conclude con “and if I wanna live I gotta die to myself someday” (e se voglio vivere dovrò morire per me stesso un giorno), parole significative che spronano ad affrontare la vita come una sfida, nella quale si deve sempre rischiare per ottenere qualcosa.
“40” altro non è che il Salmo 40 della Bibbia. Fù una canzone improvvisata, in virtù del fatto che stava per terminare il tempo a disposizione per registrare negli studios, e, a 20 minuti dallo scadere del tempo, Bono apri la Bibbia e cominciò a cantare. Larry Mullen, che non aveva preparato nulla al riguardo, improvviso battuta dopo battuta, mentre The Edge scrisse e suonò egli stesso l’ arpeggio di basso (mancava Adam Clayton). Quello che ne uscì fuori fu un grande inno, la speranza che entra nella musica.
Considerazioni Finali:
Posso concludere dicendo che questo album segna la fine di un epoca. L’ epoca nella quale gli U2 erano soltanto 4 ragazzi che scrivevano le proprie canzoni dentro dei garage, e che vivevano la loro vita osservandola scorrere da un parte. Questo album ci propone una visione più matura e coscente, i 4 ragazzi sono cresciuti e sono divenuti uomini, con le loro idee e con tanta voglia di cambiare il mondo. E forse nel loro piccolo ci sono riusciti.
sto rifinendo gli ultimi dettagli per pubblicarla domani sul mio blog
Età : 23 Registrato il : 15/01/08 Messaggi : 306 Localizzazione : Gioia del Colle (Ba)
Oggetto: Re: War Sab Apr 05, 2008 6:31 pm
che dire simo...complimenti non fa una piega _________________ I am you and you are mine Love makes nonsense of space And time...will disappear Love and logic keep us clear Reason is on our side, love...
whiteflagforpeace Boy Fan
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Oggetto: Re: War Sab Apr 05, 2008 8:11 pm
bellissima interpretazione.. war e' il mio preferito dei primi 5 album
SimoVox The Joshua Fan
Età : 19 Registrato il : 09/12/07 Messaggi : 487 Localizzazione : live from a place high a desert plain
Oggetto: Re: War Dom Apr 06, 2008 1:27 am
ragazzi grazie di cuore veramente a tutti _________________
°°Giugiu°° Moderatore
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Oggetto: Re: War Dom Apr 06, 2008 11:48 am
Grande Simooo! Blog commentato, e ho dato un occhiata agli altri intervanti! Scrivi proprio bene!!